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Re: PrimaPrima

MessaggioInviato: 14/01/2014, 12:49
da Tuttiallopera

Mercoledì 10 Dicembre - 1.10

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Simon Boccanegra

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L’opera va in scena nell’allestimento creato per il Regio nel 1979 da Sylvano Bussotti –artista poliedrico, pittore, poeta, romanziere, attore, scenografo, costumista, la cui attività teatrale intreccia da molti anni la composizione musicale alla regia– che di questo Simon Boccanegra ha curato ogni aspetto dell’allestimento: scene, costumi e regia. La regia originale è ripresa da Vittorio Borrelli. Sul podio di Orchestra e del Coro del Teatro Regio sale Gianandrea Noseda. Nel ruolo di Simon Boccanegra c’è Ambrogio Maestri, baritono dalla grande personalità scenica e dall’autorevole interpretazione vocale, applaudito in tutto il mondo per i suoi personaggi verdiani e di recente anche attore nel film di Ferzan Ozpetek “Magnifica presenza”. Il soprano María José Siri veste i panni della figlia del Doge. Michele Pertusi, uno dei bassi italiani più esperti nei ruoli verdiani e rossiniani, è Jacopo Fiesco. Completano il cast: Roberto De Biasio (Gabriele Adorno) e Alberto Mastromarino (Paolo Albiani).

Racconta Noseda alle telecamere di Prima della Prima: “Simon Boccanegra è un’opera sul potere, incentrata sullo scontro di potere. Verdi, che era molto interessato a questo tema e all’incomunicabilità fra le classi sociali, crea per quest’opera un colore straordinariamente plumbeo, cupo; e questa cupezza viene esaltata dal fatto che in pochi punti, come ad esempio nell’aria di Amelia, ci sono invece dei momenti naturalistici in cui, con un’orchestrazione particolare, egli cerca di dipingere con la musica i suoni, i colori, i profumi e i sapori della natura, ed è talmente bravo da farli percepire realmente all’ascoltatore.
La regia televisiva di questa puntata è di Alessandra Bruno. - See more at: http://www.primadellaprima.rai.it/dl/po ... QqCDG.dpuf
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Re: PrimaPrima

MessaggioInviato: 14/01/2014, 12:53
da Tuttiallopera

Mercoledì 17 Dicembre - 1.10

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Butterfly

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La regia dello spettacolo è affidata al regista spagnolo Àlex Rigola, dal 2010 direttore della sezione Teatro della Biennale di Venezia. Scene e costumi sono opera di Mariko Mori, una delle più interessanti artiste contemporanee giapponesi, autrice di installazioni ispirate all’intersezione tra l’antica tradizione culturale nipponica e i più sofisticati mezzi tecnologici contemporanei, nonché all’equilibrio profondo tra uomo e natura. Sul podio di Orchestra e Coro del Teatro la Fenice, Omer Meir Wellber. Nel ruolo della protagonista Cio-Cio-San è impegnata Fiorenza Cedolins, affiancata da Manuela Custer nel ruolo di Suzuki, da Andeka Gorrotxategui in quello di Pinkerton e da Elia Fabbian in quello di Sharpless.

Presentata per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano nel 1904, Madama Butterfly è un atto di condanna contro la violenza ottusa e barbarica della cosiddetta civiltà occidentale, contro il suo sadismo, la sua superficialità, il suo cinismo, il suo infondato senso di superiorità.

Racconta Fiorenza Cedolins alle telecamere di Prima della Prima: “Puccini aveva una profonda sensibilità e sintonia con l’universo femminile. Era un uomo che conosceva i moti dell’animo, la sofferenza interiore, la depressione. In Butterfly io credo sia riuscito a raccontare questa dimensione di sofferenza con un’asciuttezza e una incisività molto dolorose. E’ la chiave del successo di quest’opera, che consente alla protagonista di recitare dimenticando qualsiasi problema musicale o interpretativo, lasciandosi sprofondare in un dramma interiore profondo e violento. Il linguaggio musicale, soprattutto nel terzo atto, già prelude all’espressionismo ed è di una forza tale da lasciarmi sempre stravolta.” - See more at: http://www.primadellaprima.rai.it/dl/po ... coTbI.dpuf
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Re: PrimaPrima

MessaggioInviato: 14/01/2014, 12:54
da Tuttiallopera

Mercoledì 25 Dicembre - 1.10

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Masnadieri

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Questo nuovo allestimento è firmato da Leo Muscato, recentemente insignito del Premio Abbiati dalla Critica Musicale Italiana quale miglior regista. I costumi sono di Silvia Aymonino. Francesco Ivan Ciampa dirige la Filarmonica Arturo Toscanini e il Coro del Teatro Regio di Parma. In scena Roberto Aronica (Carlo), Aurelia Florian (Amalia), Damiano Salerno (Francesco) eMika Kares (Massimiliano).

Racconta Muscato alle telecamere di Prima della Prima: “L’opera di Verdi e Maffei trae spunto da ‘I Masnadieri di Schiller. È un testo drammatico ambientato durante la Guerra dei Sette Anni (1756-1763). È un mondo fondamentalmente in disfacimento, e l’opera riesce a raccontare in profondità lo spirito abbastanza devastante di quegli anni, anni in cui c’era un impulso anarchico estremamente forte.” E ancora: “In quest’opera gran parte dei fatti viene raccontata, in realtà in scena non accadono molte cose. La nostra sfida è stata proprio quella di cercare un modo per poter evocare per gli spettatori, che oggi conoscono ben poco di questa storia, le azioni cruente che di solito accadono fuori scena.”

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Re: PrimaPrima

MessaggioInviato: 14/01/2014, 12:55
da Tuttiallopera

Mercoledì 8 Gennaio - 1.30

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Turandot

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Sul podio, il Maestro Pinchas Steinberg. Questa edizione vede la conclusione con la scena della morte di Liù, senza il finale di Alfano, così come l’ha lasciata Giacomo Puccini, incompleta a causa della prematura scomparsa. La regia è di Roberto De Simone, ripresa da Mariano Bauduin, con un allestimento che evoca una Cina arcaica e misteriosa, grazie anche alle scene firmate da Nicola Rubertelli e ai costumi di Odette Nicoletti. Nel ruolo di Turandot c’è Evelyn Herlitzius; nel ruolo di Calaf Marcello Giordani che si alterna con Kamen Chanev; nei panni di Liù Carmela Remigio e in quelli di Timur Roberto Tagliavini.

Racconta Mariano Bauduin alle telecamere di ‘Prima della Prima’: “La Turandot, che con il maestro Roberto De Simone ho avuto la fortuna di realizzare, ha una caratteristica fondamentale: parte da una ricerca antropologica, per comprendere a pieno il mito e la trama dell’opera. Turandot fa parte di una raccolta di fiabe persiane dal titolo “Le mille e un giorno”, dove ci sono delle principesse e delle regine che mandano a morte degli uomini, e una di queste regine è Turandot. Quello che è stato fatto in questa regia è di ripristinare un antico rituale, che è un rituale di divinità. Turandot è figlia del cielo e lo spettacolo racconta la ritualità del sacrificio umano: uccidere qualcuno non è solo il racconto di un potere prepotente, ma anche un antico rito di sacrificio, morte e rinascita.”

La regia televisiva di questa puntata è di Christian Angeli.

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Re: PrimaPrima

MessaggioInviato: 14/01/2014, 12:59
da Tuttiallopera

Mercoledì 15Gennaio - 1.30

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Aida

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L’allestimento è firmato da Franco Dragone, uno dei più grandi show maker al mondo, artefice della nascita e dell’affermazione del Cirque du Soleil. Accanto a Dragone lo scenografo Benito Leonori -vincitore dell' “Abbiati” 2013 per la migliore scenografia- e la costumista Giusi Giustino. Sul podio Nicola Luisotti, a dirigere Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo. Prestigioso il cast in scena: Lucrecia García è una splendida Aida, Jorge De Leòn veste i panni di Radamès, Ekaterina Semenchuk è Amnèris, Marco Vratogna interpreta Amonasro, Ramfis ha la voce di Ferruccio Furlanetto e Il Re d’Egitto quella di Carlo Cigni.
Una rilettura del titolo verdiano mai vista prima, proiettata in un “tempo senza tempo alla fine del mondo”, post apocalittica e astratta, che sembra evocare, anche nelle scene e per i costumi, le atmosfere di un film cult come Blade Runner.

Racconta Dragone alle telecamere di ‘Prima della Prima’: Tutte le versioni che avevo visto dell’Aida non mi avevano fatto apprezzare fino in fondo la musica perché c’erano troppi elementi scenografici e spettacolari. E credevo io stesso che fosse un’opera grandiosa, mentre in realtà è un’opera intimista. Quindi ho voluto avvicinarmi con la mia sensibilità, cercando di togliere tutto ciò che era allestimento scenico, pepli, cartapesta e simili, le piramidi, le palme, e anche tutti i riferimenti a un’epoca e a un tempo precisi. Volevo che questa Aida fosse atemporale. Non sono voluto cadere nella trappola della scena del trionfo grandiosa, che glorifica i vittoriosi. Ho voluto piuttosto sottolineare che non ci sono vincitori né vinti, quando c’è la guerra. Ci sono le vittime, c’è il sangue, ci sono le lacrime. E io ho voluto un trionfo di questo tipo: amaro, triste, un trionfo in cui nessun popolo possa vantarsi di aver vinto o conquistato, senza aver fatto delle vittime.

La regia televisiva di questa puntata è di Roberto Giannarelli.



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Re: PrimaPrima

MessaggioInviato: 22/02/2014, 18:04
da Tuttiallopera

Mercoledì 18 Febbraio - 1.30

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Ballo in maschera

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Lo spettacolo si avvale della regia di Massimo Gasparon da un’idea di Pier Luigi Samaritani, autore di uno storico ed indimenticabile allestimento. Gianluigi Gelmetti dirige Orchestra e Coro della Fondazione Teatro Lirico “G. Verdi”. Il personaggio di Riccardo è affidato al tenore romano Gianluca Terranova, artista tra i più apprezzati nel panorama attuale, noto anche al pubblico televisivo quale protagonista del film RAI “Caruso –La voce del’amore”. Il sofferto e passionale ruolo di Amelia è affidato a Rachele Stanisci, soprano versatile che si esibisce con successo in repertori molto differenti. Il ruolo di Renato, sinistra figura di marito tradito che ucciderà Riccardo durante il ballo in maschera, è interpretato dal giovane baritono fiorentino Devid Cecconi. Il ruolo en travesti del paggio Oscar, di shakespeariana memoria, è affidato a Sandra Pastrana, giovane soprano spagnolo, mentre la vocalità di Ulrica, figura esoterica di vera veggente, è interpretato dal mezzosoprano bulgaro Mariana Pentcheva. Racconta Gelmetti alle telecamere di ‘Prima della Prima’: “Un ballo in maschera è un’opera molto complessa, un’opera d'insieme con psicologie interne molto sfaccettate. Tutta la tematica di Verdi è sempre basata sui grandi valori: l'amore non prende mai il sopravvento nella drammaturgia, diventa un fatto deflagrante nell'evolversi della storia e nello scontro per i valori. Non c'è opera di Verdi in cui l'amore sia fine a se stesso, nasce sempre dal dovere e dall'impegno, sia esso politico o etico.



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Re: PrimaPrima

MessaggioInviato: 22/02/2014, 18:07
da Tuttiallopera

Mercoledì 25 Febbraio - 1.30

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Parsifal

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Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Teatro Comunale debutta in questo titolo Roberto Abbado, mentre la regia, le scene, i costumi e le luci portano la firma di Romeo Castellucci, uno dei più prestigiosi registi della scena contemporanea, che restituisce una lettura innovativa e per certi aspetti sorprendente dell’opera wagneriana, esplorando in chiave originale l’essenza della dimensione religiosa di Wagner. In scena, un cast di altissimo livello, a cominciare dall’americano Andrew Richards nel ruolo di Parsifal, Detlef Roth nel ruolo di Amfortas, Lucio Gallo nel ruolo di Klingsor e Anna Larsson nel ruolo di Kundry. Completano il cast Arutjun Kotchinian nel ruolo di Titurel e Gabor Bretz nel ruolo di Gurnemanz.

Questo allestimento -alla sua prima rappresentazione italiana- è una monumentale riflessione filosofica sempre aperta, con scene visionarie e di indubbio impatto emotivo.

Racconta il regista alle telecamere di ‘Prima della Prima’: “Ho affrontato il ‘Parsifal’ con un’ottica che mi permettesse di verificare se i riferimenti all’iconografia cristiana siano veri o semplicemente strategici. Alla fine del mio lavoro ho concluso che il cristianesimo di cui si parla è solo una scusa adottata da Wagner per accogliere lo spettatore, ma poi i riferimenti sono tutti pagani, a partire dall’arrivo di un secondo Messia, ovvero Parsifal.”

Aggiunge Abbado: “Il tema dell’opera è la redenzione, per questo Wagner ha utilizzato un suono che rispetto alle opere precedenti pare depurato e ‘smagrito’. Ma non ha rinunciato all’ambiguità, ambientando la storia in un Medioevo arcaico molto sensuale.”
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