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Don Giovanni a cenar teco - Terzetto

MessaggioInviato: 18/08/2011, 19:32
da Tuttiallopera
Don Giovanni a cenar teco
Commendatore - Don Giovanni - Leporello

Vocalità: Commendatore - Basso Profondo
Don Giovanni -Basso Baritono
Leporello - Basso Baritono


Tratto da..
La vicenda del Don Giovanni di Mozart si svolge in Spagna, a Siviglia, intorno al XVI secolo e narra del dissoluto cavaliere Don Giovanni che, nel tentativo di entrare nella stanza di Donna Anna per farle la corte, viene scoperto dal Commendatore, padre di lei. I due si battono a duello e Don Giovanni uccide il Commendatore. Dopo essere fuggito, il cavaliere continua a condurre una vita da libertino e colleziona conquiste femminili senza tregua, non risparmiandosi nemmeno di far la corte a Zerlina, una giovane contadina, nel giorno del suo matrimonio con Masetto.
Un giorno, però, mentre Don Giovanni si trova con il suo servo Leporello in un cimitero, vicino alla statua del Commendatore, a raccontarsi le loro conquiste amorose, si ode improvvisamente la voce d'oltretomba del Commendatore stesso che preannuncia la morte vicina di Don Giovanni stesso. Mentre il servo è atterrito, il seduttore, spavaldamente, replica invitando a cena la statua che fa un cenno di assenso. La sera, nella sala da pranzo del suo castello, Don Giovanni ha imbandito una ricca tavola, ma nel bel mezzo della festa si sente bussare alla porta. Con terrore di tutti s'avanza la statua del Commendatore che invita Don Giovanni a pentirsi delle proprie colpe. Visto che il cavaliere rifiuta ostinatamente, il Commendatore lo prende per mano e insieme sprofondano in una paurosa voragine di fuoco e fiamme.
Presentiamo ora il brano tratto dal finale dell'opera, che è anche il momento più tragico di tutta la vicenda: la statua del Commendatore entra nella sala da pranzo di Don Giovanni e, sotto gli occhi atterriti di tutti, lo trascina tra le fiamme infernali.

Musicalmente si tratta di un momento di grande tensione espressiva: il ritmo, che prima era vivace, d'improvviso rallenta e l'arrivo della statua del Commendatore è annunciato da squillanti accordi eseguiti dall'intera orchestra. Tutta la scena è poi caratterizzata dal frequente uso degli ottoni (trombe e tromboni) che sono gli strumenti da sempre associati alle voci soprannaturali. L'atmosfera è cupa, i suoni eseguiti dagli strumenti sono molto gravi e spesso Mozart usa scale discendenti per aumentare ancora di più il senso drammatico della scena. Specialmente sull'ultima frase pronunciata dalla statua "Ah, tempo più non v'è", la musica assume un carattere estremamente tetro, a causa delle note sempre più gravi eseguite dagli ottoni.
Immagine
Anche in questo momento così drammatico, però, Mozart inserisce un elemento di comicità: Leporello, il servo di Don Giovanni, è nascosto sotto la tavola e interviene per difendere il padrone e soprattutto per esprimere la sua paura.

Siepi - Corena - Frick - dir. Mitropoulos 1956


Siepi - Ernster - Edelmann - Salisburgo 1954

Ghiaurov - Petkov - Bruscantini

Ramey - Moll - Furlanetto

Allen - Howell - Dean 1988


Commendatore
Don Giovanni a cenar teco
m'invitasti, e sono venuto.
Don Giovanni
Non l'avrei giammai creduto,
ma farò quel che potrò.
(A Leporello)
Leporello un'altra cena
fa' che subito si porti!
Leporello
(Mezzo fuori col capo dalla mensa)
Ah, Padron!… Siam tutti morti!
Don Giovanni
Vanne2, dico…
(Leporello con molti atti di paura va partire)

Commendatore
Ferma un po'!
Non si pasce3 di cibo mortale
chi si pasce di cibo celeste:
altre cure4 più gravi di queste,
altra brama5 quaggiù mi guidò!
Leporello
La terzana6 d'avere mi sembra,
e le membra fermar più non so.
Don Giovanni
Parla dunque: che chiedi? che vuoi?

Commendatore
Parlo, ascolta: più tempo non ho.
Don Giovanni
Parla, parla: ascoltando ti sto.
Commendatore
Tu m'invitasti a cena:
il tuo dover or sai.
Rispondimi: verrai
tu a cenar meco?
Leporello
(da lontano, tremando, al Commendatore)
Oibò!
Tempo non ha…scusate.
Don Giovanni
A torto di viltate
tacciato mai sarò!
Commendatore
Risolvi!
Don Giovanni
Ho già risolto!
Commendatore
Verrai?
Leporello
(A Don Giovanni)
Dite di no.
Don Giovanni
Ho fermo il core in petto,
non ho timor: verrò!
Commendatore
Dammi la mano in pegno.
Don Giovanni
Eccola!
(grida forte)
Ohimè!
Commendatore
Cos'hai?
Don Giovanni
Che gelo è questo mai!
Commendatore
Pentiti, cangia10 vita:
È l'ultimo momento!
Don Giovanni
(vuol sciogliersi ma invano)
No, no ch'io non mi pento:
Vanne lontan da me!
Commendatore
Pentiti scellerato!
Don Giovanni
No, vecchio infatuato!11
Commendatore
Pentiti.
Don Giovanni
No.
Commendatore
Sì.
Don Giovanni
No.
Commendatore
Ah, tempo più non v'è!
(fuoco da diverse parti, tremuoto,
il Commendatore sparisce)
Don Giovanni
Da qual tremore insolito…
sento… assalir… gli spiriti…
Donde escono quei vortici
di fuoco pien d'orror!…

CORO
Tutto a tue colpe è poco.
Vieni: c'è un mal peggior!
Don Giovanni
Chi l'anima mia lacera!…
Chi m'agita le viscere!…
Che strazio! ohimè! che smania!
Che inferno!… che terror!
Leporello
Che ceffo disperato!…
Che gesti da dannato!…
Che gridi! che lamenti!…
Come mi fa terror!…
CORO
Tutto a tue colpe è poco.
Vieni: c'è un mal peggior!
(il fuoco cresce, Don Giovanni si sprofonda)
Don Giovanni
Ah!
Leporello
Ah![/centrato]