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Duetti tra...familiari

MessaggioInviato: 12/01/2012, 14:12
da Antonio

Duetti Maschili tra ..Familiari o aspiranti tali


Tancredi - Ah se dei mali miei (Tancredi/Argirio)
Cenerentola - Un segreto d'importanza (Magnifico/Dandini)

Lucia - Dov'è Lucia (Edgardo/Enrico)

ForzaDestino - Solenne in quest'ora (Alvaro/Carlo)
ForzaDestino - Compagni, sostiamo (Alvaro/Carlo)
ForzaDestino - Fratello ... Riconoscimi! (Alvaro/Carlo)
LuisaMiller - Padre m'appelli (Rodolfo/Walter)
Traviata - Di Provenza il mar (Germont-Alfredo)
Vespri - Qual è Il Tuo Nome (Monforte-Arrigo)
Vespri - Sogno O Son Desto (Monforte-Arrigo)
Manon - Ansia eterna (Des Grieux/Lescaut)


Re: Duetti tra...familiari

MessaggioInviato: 27/01/2012, 17:24
da Tuttiallopera

Un segreto d'importanza -
Cenerentola - Secondo atto, scena terza
Don Magnifico - Dandini




Dandini
(passeggiando)
Ma dunque io sono un ex? dal tutto al niente
Precipito in un tratto?
Veramente ci ho fatto
Una bella figura!

Don Magnifico
(entra premuroso)
Scusi la mia premura...
Ma quelle due ragazze
Stan con la febbre a freddo. Si potrebbe
Sollecitar la scelta.

Dandini
E fatta, amico.

Don Magnifico
(con sorpresa, in ginocchio)
È fatta! ah! per pietà! dite, parlate:
È fatta! e i miei germogli...
In queste stanze a vegetar verranno?

Dandini
(alzandolo)
Tutti poi lo sapranno.
Per ora è un gran segreto.

Don Magnifico
E quale, e quale?
Clorindina o Tisbetta?

Dandini
Non giudicate in fretta.

Don Magnifico
Lo dica ad un papà.

Dandini
Ma silenzio.

Don Magnifico
Si sa; via, dica presto.

Dandini
(andando ad osservare)
Non ci ode alcuno?

Don Magnifico
In aria
Non si vede una mosca.

Dandini
È un certo arcano
Che farà sbalordir.

Don Magnifico
(smaniando)
Sto sulle spine.

Dandini
(annoiato, portando una sedia)
Poniamoci a sedere.

Don Magnifico
Presto, per carità.

Dandini
Voi sentirete
Un caso assai bizzarro.

Don Magnifico
(Che volesse
Maritarsi con me!)

Dandini
Mi raccomando.

Don Magnifico
(con smania che cresce)
Ma si lasci servir.

Dandini
Sia sigillato
Quanto ora udrete dalla bocca mia.

Don Magnifico
Io tengo in corpo una segreteria.

Dandini
Un segreto d'importanza,
Un arcano interessante
Io vi devo palesar.
È una cosa stravagante,
Vi farà strasecolar.

Don Magnifico
Senza battere le ciglia,
Senza manco trarre il fiato
Io mi pongo ad ascoltar.
Starò qui petrificato
Ogni sillaba a contar.

Dandini
(Oh! che imbroglio! che disdetta!
Non so come cominciar.)

Don Magnifico
(Veh che flemma maledetta!
Si sbrigasse a incominciar.)

Dandini
Uomo saggio e stagionato
Sempre meglio ci consiglia.
Se sposassi una sua figlia,
Come mai l'ho da trattar?

Don Magnifico
(Consiglier son già stampato.)
Ma che eccesso di clemenza!
Mi stia dunque Sua Eccellenza...
Bestia!.. Altezza, ad ascoltar.

Abbia sempre pronti in sala
Trenta servi in piena gala,
Due staffieri, sei cocchieri,
Tre portieri, due braccieri,

Cento sedici cavalli,
Duchi, conti e marescialli
A dozzine convitati,
Pranzi sempre coi gelati

Poi carrozze, poi bombè,
Ed innanzi colle fiaccole
Per lo meno sei lacché.

Dandini
Vi rispondo senza arcani
Che noi siamo assai lontani.
Ho un lettino, uno stanzino;
Ma piccino, ma meschino.

Io non uso far de' pranzi;
Mangio sempre degli avanzi.
Non m'accosto a' gran signori,
Tratto sempre servitori.

Me ne vado sempre a piè,
O di dietro una scappavia,
Se qualcun mi vuol con sé.

Don Magnifico
Non corbella?

Dandini
Gliel prometto.

Don Magnifico
Questo dunque?

Dandini
È un romanzetto.

È una burla il principato,
Sono un uomo mascherato.
Ma venuto è il vero Principe
M'ha strappata alfin la maschera.

Io ritorno al mio mestiere:
Son Dandini il cameriere.
Rifar letti, spazzar abiti
Far la barba e pettinar.

Don Magnifico e Dandini
Ah che questa è una sassata
Che fischiando inaspettata
Mi/Gli dà in fronte e all'improvviso
Mi/Lo fa in terra stramazzar.

Don Magnifico
Di quest'ingiuria,
Di quest'affronto
Il vero Principe
Mi renda conto.

Dandini
Oh non s'incomodi
Non farà niente.
Ma parta subito
Immantinente.

Don Magnifico
Non partirò.

Dandini
Lei partirà.

Don Magnifico
Sono un Barone.

Dandini
Pronto è il bastone.

Don Magnifico
Ci rivedremo
Ci parleremo.

Dandini
Ci rivedremo
Ci parleremo.

Don Magnifico
Non partirò.

Dandini
Lei partirà.

Don Magnifico
Tengo nel cerebro
Un contrabbasso
Che basso basso
Frullando va.

Da cima a fondo,
Poter del mondo!
Che scivolata,
Che gran cascata!

Eccolo eccolo
Tutti diranno
Mi burleranno
Per la città.

Dandini
Povero diavolo!
È un gran sconquasso!
Che d'alto in basso
Piombar lo fa.

Vostr'Eccellenza
Abbia prudenza.
Se vuol rasoio,
Sapone e pettine

Saprò arricciarla,
Sbarbificarla.
Ah ah! guardatelo,
L'allocco è là.

Partono.

Re: Duetti tra...familiari

MessaggioInviato: 27/01/2012, 17:42
da Tuttiallopera

Lucia di Lammermoor
Secondo Atto

Scena 1-2 - Orrida è questa notte ..

Edgardo - Enrico






SCENA I
Salone terreno nella torre di Wolferag,


EGDARDO
Orrida è questa notte
Come il destino mio!
(scoppia un fulmine)
Sì, tuona o cielo...
Imperversate o turbini... sconvolto
Sia l’ordine delle cose, e pera il mondo...
Io non mi inganno! scalpitar d’appresso
Odo un destrier! – S’arresta!
Chi mai nella tempesta
Fra le minacce e l’ire
Chi puote a me venirne?


SCENA II
Enrico e detto.

ENRICO
Io.
(Gettando il mantello, in cui era inviluppato)

EDGARDO
Quale ardire!... Asthon!

ENRICO
Sì.

EDGARDO
Fra queste mura
Osi offrirti al mio cospetto!

ENRICO
Io vi sto per tua sciagura.
Non venisti nel mio tetto?

EDGARDO
Qui del padre ancor s’aggira
L’ombra inulta... e par che frema!
Morte ogn’aura a te qui spira!
Il terren per te qui trema!
Nel varcar la soglia orrenda
Ben dovresti palpitar.
Come un uom che vivo scenda
La sua tomba ad albergar!

ENRICO
(con gioia feroce )
Fu condotta la sacro rito
Quindi al talamo Lucia.

EDGARDO
(Ei più squarcia il cor ferito!...
Oh tormento! oh gelosia! )

ENRICO
Di letizia il mio soggiorno
E di plausi rimbombava;
Ma più forte al cor d’intorno
La vendetta a me parlava!
Qui mi trassi... in mezzo ai venti
La sua voce udia tuttor;
E il furor degli elementi
Rispondeva al mio furor!

EDGARDO
Da me che brami?
(con altera impazienza)

ENRICO
Ascoltami:
Onde punir l’offesa,
De’ miei la spada vindice
Pende su te sospesa...
Ch’altri ti spenga?
Ah! mai... Chi dee svenarti il sai!

EDGARDO
So che al paterno cenere
Giurai strapparti il core.

ENRICO
Tu!...

EDGARDO
Quando?
(con nobile disdegno)

ENRICO
Al primo sorgere
Del mattutino albore.

EDGARDO
Ove?

ENRICO
Fra l’urne gelide
Dei Ravenswood.

EDGARDO
Verrò.

ENRICO
Ivi a restar preparati.

EDGARDO
Ivi... t’ucciderò.

a 2
O sole più rapido a sorger t’appresta...
Ti cinga di sangue ghirlanda funesta...
Così tu rischiara – l’orribile gara
D’un odio mortale, d’un cieco furor.
Farà di nostr’alme atroce governo
Gridando vendetta, lo spirto d’Averno...
(l’uragano è al colmo)
Del tuono che mugge – del nembo che rugge
Più l’ira è tremenda, che m’arde nel cor.
(Enrico parte: Edgardo si ritira)

Re: Duetti tra...familiari

MessaggioInviato: 12/03/2012, 17:15
da Tuttiallopera

Forza del Destino - 3o Atto - Scena nona

Duetto Carlo/Alvaro



CARLO
Capitan...

ALVARO
Chi mi chiama?
(avvicinandosi e riconoscendo Carlo gli dice con affetto)

Voi che sì larghe cure
mi prodigaste?

CARLO
La ferita vostra
sanata è appieno?

ALVARO
Sì.

CARLO
Forte?

ALVARO
Qual prima.

CARLO
Sosterreste un duello?

ALVARO
E con chi mai?

CARLO
Nemici non avete?

ALVARO
Tutti ne abbiam... ma a stento
comprendo...

CARLO

No?... Messaggio non v'inviava
don Alvaro l'indiano?

ALVARO
Oh tradimento!


ALVARO
Sleale! Il segreto fu dunque violato?

CARLO
Fu illeso quel piego, l'effigie ha parlato;
don Carlo di Vargas, tremate, io sono.

ALVARO
D'ardite minacce non m'agito al suono.

CARLO
Usciamo, all'istante un di noi dée morire...

ALVARO
La morte disprezzo, ma duolmi inveire
contr'uom che per primo amistade m'offrìa.

CARLO
No, no, profanato tal nome non sia.

ALVARO
Non io, fu il destino, che il padre v'ha ucciso;
non io che sedussi quell'angiol d'amore...
ne guardano entrambi, e dal paradiso
ch'io sono innocente vi dicono al core...

CARLO
Adunque colei?

ALVARO
La notte fatale
io caddi per doppia ferita mortale;
guaritone, un anno in traccia ne andai...
Ahimè, ch'era spenta Leonora trovai.

CARLO
Menzogna, menzogna!
La suora... ospitavala antica parente:
vi giunsi, ma tardi...

ALVARO
(con ansia)
Ed ella...

CARLO
È fuggente.

ALVARO
(trasalendo)

E vive!!! O amico, il fremito

ch'ogni mia fibra scuote
vi dica che quest'anima
infame esser non puote...
Vive!!! Gran dio, quell'angelo!...

CARLO
Ma in breve morirà.


ALVARO
No, d'un imene il vincolo
stringa fra noi la speme;
e s'ella vive, insieme
cerchiamo ove fuggì.
Giuro che illustre origine
eguale a voi mi rende,
e che il mio stemma splende
come rifulge il dì.

CARLO
Stolto! Fra noi dischiudesi

insanguinato avello;
come chiamar fratello
chi tutto mi rapì?
D'eccelsa o vile origine,
è d'uopo ch'io vi spegna,
e dopo voi l'indegna
che il sangue suo tradì.


ALVARO
Che dite?

CARLO
Ella morrà.

ALVARO
Tacete.

CARLO
Il giuro
a dio; cadrà l'infame.

ALVARO
Voi pria cadrete nel fatal certame.


CARLO
Morte! Ov'io non cada esangue

Leonora giungerò.
Tinto ancor del vostro sangue
questo acciar le immergerò.

ALVARO


Morte, sì!... col brando mio

un sicario ucciderò;
il pensier volgete a dio;
l'ora vostra alfin suonò.


(sguainano le spade, e si battono furiosamente)

Atto 4o - Scena Quarta - Invano Alvaro ...



GUARDIANO
Giunge qualcuno... aprite...
(parte)

atto Quarto scena Quarta

Fra' Melitone e don Carlo, che avviluppato in un grande mantello, entra francamente.

CARLO
(alteramente)
Siete voi il portiere?

MELITONE
(È goffo ben costui!)
S'ora v'apersi, parmi...

CARLO
Il padre Raffaele?

MELITONE
(Un altro!) Due ne abbiamo;
l'un di Porcuna, grasso,
sordo come una talpa, l'altro scarno,
bruno, occhi... (ciel, quali occhi!) Voi chiedete?...

CARLO
Quel dell'inferno.

MELITONE
(È desso...) E chi gli annuncio?

CARLO
Un cavalier...

MELITONE
(Qual boria! È un mal arnese.)
(parte)

scena Quinta
Don Carlo, poi don Alvaro in abito da frate.


[Scena e duetto]


CARLO
Invano Alvaro ti celasti al mondo
e d'ipocrita veste
scudo facesti alla viltà. Del chiostro
ove t'ascondi m'additar la via
l'odio e la sete di vendetta; alcuno
qui non sarà che ne divida; il sangue,
solo il tuo sangue può lavar l'oltraggio
che macchiò l'onor mio:
e tutto il verserò, lo giuro a dio.


ALVARO
Fratello...

CARLO
Riconoscimi.

ALVARO
Don Carlo! Voi vivente!

CARLO
Da un lustro ne vo in traccia,
ti trovo finalmente...
Col sangue sol cancellasi
l'infamia ed il delitto,
ch'io ti punisca è scritto
sul libro del destin.
Tu prode fosti, or monaco,
un'arma qui non hai...
deggio il tuo sangue spargere,
scegli, due ne portai...

ALVARO
Vissi nel mondo... intendo;
or queste vesti... l'eremo
dicon che i falli ammendo...
Ah! cessi il sangue alfin!
Lasciatemi...

CARLO
Difendere
quel saio, né il deserto,
codardo, non ti possono...

ALVARO
(trasalendo)
Codardo!... Tale asserto...
(poi frenandosi)
(Ah no!... assistimi, signore!)
(a don Carlo)
Le minacce, i fieri accenti
portin seco in preda i venti,
perdonatemi... pietà.
A che offendere cotanto
chi fu solo sventurato?...
Deh chiniam la fronte al fato,
o fratel, pietà, pietà.

CARLO
Tu contamini tal nome...
Una suora mi lasciasti
che tradita abbandonasti
all'infamia, al disonor.

ALVARO
No, non fu disonorata,

ve lo giura un sacerdote;
sulla terra l'ho adorata
come in cielo amar si puote...
L'amo ancora, e s'ella m'ama
più non brama ~ questo cor.

CARLO
Non si placa il mio furore
per mendace e vile accento.
L'arme impugna, ed al cimento
scendi meco, o traditor.

ALVARO
Se i rimorsi, il pianto omai
non vi parlano per me,
qual nessun mi vide mai,
io mi prostro al vostro pie'.
(eseguisce)

CARLO
Ah la macchia del tuo stemma
or provasti con quest'atto!

ALVARO
(balzando in piedi furente)
Desso splende più che gemma...

CARLO
Sangue il tinge di mulatto.

ALVARO
(non potendo più frenarsi)
Per la gola voi mentite...
a me un brando...
(glielo strappa di mano)
Un brando... uscite.

CARLO
(avviandosi)
Finalmente!...

ALVARO
(ricomponendosi)
No... l'inferno
non trionfi... Va', riparti...
(getta la spada)

CARLO
Ti fai dunque di me scherno?...
S'ora meco misurarti,
o vigliacco, non hai core,
ti consacro al disonore...
(gli dà uno schiaffo)

ALVARO
(furente)
Ah segnasti la tua sorte!
Morte a entrambi...
(raccogliendo la spada)

CARLO
A entrambi morte.

ALVARO,
Paga l'ira alfin sarà,
te l'inferno ingoierà.

CARLO
(escono correndo dalla sinistra)

Re: Duetti tra...familiari

MessaggioInviato: 12/03/2012, 18:25
da Tuttiallopera

Qual è il tuo nome
dal Primo Atto - Vespri Siciliani - Verdi



P. Domingo - Arrigo
C.MIllnes - Monforte


Atto I
SCENA VI

Monforte ed Arrigo.

MONFORTE
Qual è il tuo nome?

ARRIGO
Arrigo!

MONFORTE
Non altro?

ARRIGO
Il mio rancore
Ti è noto! al mio nemico
Ciò basti!

MONFORTE
E il genitore?

ARRIGO
Io genitor non ho!
So che ramingo ed esule
Traeva i giorni suoi
Lungi dal tetto patria,
Lontan dai cari suoi...

MONFORTE
Or di tua madre narrami!

ARRIGO
Ah! non è più colei!
Già dieci lune scorsero,
Che lasso! io la perdei;
Or la ritroverò!
Mostrando il cielo

MONFORTE
Io so che pria di perderla
Del Duca Federigo
T'accolse già la reggia...

ARRIGO
Sì,m'albergò la stanza
Di quell'eroe!...

MONFORTE
Fellone!

ARRIGO
Su me vegliò magnanimo
Tra le guerriere squadre;
I passi miei sorreggere
Ei pur degnò qual padre;
Gli alti d'onore esempi
Fu gloria mia seguir;
Io per lui vissi e intrepido
Per lui vogl'io morir.
Di giovane audace
Pùnisci l'ardir;
Mi sento capace
D'odiarti e morir!
Non curo ritorte,
Disprezzo il dolor;
Incontro alla morte
Va lieto il mio cor!

MONFORTE
guardando. Arrigo
(Ammiro e mi piace
In lui quell'ardir:
Lo credo capace
D'odiarmi e morir!
Non cura ritorte,
Disprezza il dolor;
In faccia alla morte
Non trema il suo cor!)

Dovrei punirti, incauto,
Ma scuso un folle ardire!

ARRIGO
Pietade in te?

MONFORTE
Sì! tacciono
In alma grande l'ire:
E per salvarti io voglio
Offrire al tuo valor
Eccelsa meta, o giovane,
Degna d'un nobil cor.
Al sol pensier di gloria
Fremere in sen tu dêi!

ARRIGO
La gloria! - e dove mercasi?

MONFORTE
Sotto i vessilli miei!
Vien tra mie schiere intrepide,
T'affida a' mio perdon;
Vieni, per me sei libero!

ARRIGO
No, no! sì vil non son!
No, no: d'un audace
Punisci l'ardir:
Mi sento capace
D'odiarti e morir!
Disprezzo ritorte,
Non curo il dolor:
Incontro alla morte
Va lieto il mio cor!

MONPORTE
(Ammiro e mi piace
In lui quell'ardir:
Sarebbe capace
D'odiarmi e morir!
Non cura ritorte,
Disprezza il dolor:
In faccia alla morte
Sta saldo il suo cor!)
Freddamente
Adunque vanne! e immemore
La mia clemenza obblia!
Ma, giovinetto, ascoltami:
Odi un consiglio in pria!
Là vedi quell'ostello!
Indicando il palazzo di Elena

ARRIGO
Ebben?

MONFORTE
La soglia mai
Non dei varcar di quello.

ARRIGO
E perché?

MONFORTE
Lo saprai!
Paventa che il tuo core
in tuono misterioso
Arda d'infausto amore!

ARRIGO
con sorpresa
O ciel!

MONFORTE
A me lo credi,
L'amor ti perderà!

ARRIGO
turbato
Chi disse a te?...

MONFORTE
Tu il vedi!
Leggo nel tuo pensiero,
Per me non v'ha mistero,
Tutto a me noto è già:
Ah fuggi! io tel ripeto!

ARRIGO
E con qual dritto?

MONFORTE
Incauto!
Il dissi, io voglio! va!

ARRIGO
Non curo il tuo divieto,
Legge il mio cor non ha.

MONFORTE
Temerario! quale ardire!
Meno altier t'arrendi a me!
Non destarmi in sen quell'ire
Che cadran su voi, su te!

ARRIGO
Sono libero, e l'ardire
Di grand'alma è innato in me!
L'ira tua mi può colpire,
Ma non tremo innanzi a te!

MONFORTE
Freno al tuo folle ardire!
E quella soglia non varcar giammai!
Io tel comando!

ARRIGO
Tu?

MONFORTE
SI! l'odio mio
Fu ognor mortale...

ARRIGO
E pure io lo disprezzo!

MONFORTE
E morte avrai!

ARRIGO
Per lei
disfido io morte!

Sale i gradini del palazzo di Elena: batte: la porta si apre: Arrigo vi entra. Monforte lo guarda con commozione, ma senza sdegno.

Re: Duetti tra...familiari

MessaggioInviato: 12/03/2012, 22:42
da Tuttiallopera

Luisa Miller - Finale 2o atto

Di Me chiedeste?
Worm/Rodolfo




i Protagonisti :

Rodolfo – Carlo Bergonzi
Wurm – Rivale di Rodolfo -Ezio Flagello
Walter - Padre di Rodolfo – Giorgio Tozzi

Scena ottava
Wurm, e Rodolfo

WURM
Di me chiedeste?

RODOLFO
Appressati. ~
Leggi.
(gli porge il foglio: quando Wurm ha finito di leggere lo riprende)

RODOLFO
Ad entrambi è questa
ora di morte.

WURM
(Oh!...)

RODOLFO
Scegliere
tu déi.
(presentandogli due pistole)

WURM
Signor...

(cercando allontanarsi)

RODOLFO
T'arresta...
(ponendogli fra le mani una delle armi)
Meco ad un punto solo
spento cader al suolo
t'è forza...
(inarcando la pistola)

WURM
(Inferno aiutami!...)
(fa qualche celere passo verso il fondo, e scarica la pistola in aria)

Scena nona

Accorrono d'ogni parte Armigeri e Famigliari, quindi Walter.

CORO
Che avvenne?... O ciel!

RODOLFO
Codardo!
(Wurm confondendosi tra i sopravvenuti, sparisce)

RODOLFO
L'ali ha viltade!

CORO
Orribile
d'ira vi splende il guardo!...

WALTER
Rodolfo!...

RODOLFO
Padre!...

WALTER
O dio!

Calmati!...
RODOLFO
Ah! Padre mio
(cade ai piedi del padre)

WALTER
Deh! Sorgi... M'odi.... Abomino
il mio rigor crudele...
Abbia virtude un premio...
Cedo: alla tua fedele
porgi la man...

RODOLFO
Che ascolto!
Tu vuoi?...

WALTER
Gioisci!...

RODOLFO
Ah! stolto
io diverrò!...

(s'aggira disperato per la scena)

CORO
Quai smanie!...

WALTER
Figlio!... Né pago sei?

RODOLFO
Pago?...

WALTER
Sperai...

RODOLFO
Compiangimi!...
Tradito m'ha colei!

WALTER
Tradito!...

RODOLFO
A me t'affretta

o morte!

WALTER
No... vendetta!

RODOLFO
Come?

WALTER
Altre nozze attestino
il tuo disprezzo ad essa!

RODOLFO
Che intendi?

WALTER
All'ara pronuba
conduci la Duchessa.

RODOLFO
Io?... Sì, lo vo'... lo deggio... ~
Che parlo?... Ahimè, vaneggio!...

WALTER
Rodolfo, non pentirti...

RODOLFO
Ove mi sia non so!...

WALTER
T'arrendi a me... tradirti
il padre tuo non può.

RODOLFO
L'ara, o l'avello apprestami...
Al fato io m'abbandono...
Non temo... Non desidero...
Un disperato io sono!...
Or la mia brama volgere
nemmeno al ciel potrei,
ché inferno senza lei
sarebbe il ciel per me!

WALTER
Quell'empio cor dimentica,
quell'alma ingannatrice...
Che un dì sarai felice
promette il padre a te.

CORO
Del genitor propizio
al senno v'affidate...
Nell'avvenir sperate;
eterno il duol non è.

Re: Duetti tra...familiari

MessaggioInviato: 22/03/2012, 16:13
da Tuttiallopera

Ah se dei mali miei
Tancredi -2o atto - Rossini

Tancredi/Argirio


I due sono personaggi maschili, l'uno è padre e l'altro è aspirante-genero.
Vocalmente, Tancredi è un contralto-mezzosoprano, quindi vocalità femminile...
In questo duetto, entrambi si ritengono traditi dalla figlia-innamorata Amenaide, ma come spesso accade nei melodrammi, ciò è ciò che il nemico di t0urno 0ha palesato...



ARGIRIO
Ah se de' mali miei
tanta hai pietà nel cor,
palesa almen chi sei,
conforta il mio dolor.

TANCREDI
Nemico il ciel provai
fin da primi anni ognor:
chi sono un dì saprai...
ma non odiarmi allor.

ARGIRIO
Odiarti!...

TANCREDI
(tristissimo)
Ah, son sì misero!

ARGIRIO
E la mia figlia?...

TANCREDI
Oh perfida! ~

ARGIRIO
Ma pugnerai per lei?...

TANCREDI
Sì. Morte affronterò.

Insieme
ARGIRIO
L'indegna odiar dovrei,
odiarla, oh ciel! non so.

TANCREDI
L'ingrata odiar vorrei,
odiarla, oh ciel! non so.


Insieme

ARGIRIO
Ecco le trombe:
al campo, ~ al campo;
di gloria avvampo,
e di furor.
Il vivo lampo
di quella spada
splenda terribile
sul traditor.
Se il ciel ti guida,
fausto ti arrida:
renda invincibile
il tuo valor.

TANCREDI
Ecco le trombe:
al campo, ~ al campo;
di gloria avvampo,
e di furor.
Il vivo lampo
di questa spada
splenda terribile
sul traditor.
Se il ciel mi guida,
fausto mi arrida:
renda invincibile
il mio valor.


Ci sono almeno due cantanti che hanno interpretato il ruolo rossiniano in passato, Marylin Horne ed Ewa Podlse, ma non ho trovato su youtube il loro duetto-filmato...

Re: Duetti tra...familiari

MessaggioInviato: 23/03/2012, 20:40
da Antonio

Di Provenza ....

Traviata - 2o atto - Scena ottava
Germont /Alfredo






L'inizio della scena non l'ho trovato su youtube, allora aggiungo ..l'audio mp3 dell'edizione live 1958
Alfredo è Kraus, Germont è M. Sereni, mentre su Youtube aggiungo la versione di L.Worren..



ALFREDO:
Di Violetta! Perché son io commosso!
A raggiungerla forse ella m'invita
Io tremo! Oh ciel! Coraggio!
(Apre e legge)

"Alfredo, al giungervi di questo foglio"
(come fulminato grida)
Ah!
(Volgendosi si trova a fronte del padre, nelle cui braccia si abbandona esclamando:)
Padre mio!

GERMONT:
Mio figlio!
Oh, quanto soffri! tergi, ah, tergi il pianto
Ritorna di tuo padre orgoglio e vanto

ALFREDO:
(Disperato, siede presso il tavolino col volto tra le mani)

GERMONT:
Di Provenza il mar, il suol - chi dal cor ti cancello?
Al natio fulgente sol - qual destino ti furò?
Oh, rammenta pur nel duol - ch'ivi gioia a te brillò;
E che pace colà sol - su te splendere ancor può.
Dio mi guidò!
Ah! il tuo vecchio genitor - tu non sai quanto soffrì
Te lontano, di squallor il suo tetto si coprì
Ma se alfin ti trovo ancor, - se in me speme non fallì,
Se la voce dell'onor - in te appien non ammutì,
Dio m'esaudì!

(abbracciandolo)
Né rispondi d'un padre all'affetto?

ALFREDO:
Mille serpi divoranmi il petto
(respingendo il padre)
Mi lasciate.

GERMONT:
Lasciarti!

ALFREDO: (risoluto)
(Oh vendetta!)

GERMONT:
Non più indugi; partiamo t'affretta

ALFREDO:
(Ah, fu Douphol!)

GERMONT:
M'ascolti tu?

ALFREDO:
No.

GERMONT:
Dunque invano trovato t'avrò!
No, non udrai rimproveri;
Copriam d'oblio il passato;
L'amor che m'ha guidato,
Sa tutto perdonar.
Vieni, i tuoi cari in giubilo
Con me rivedi ancora:
A chi penò finora
Tal gioia non negar.
Un padre ed una suora
T'affretta a consolar.

ALFREDO: (Scuotendosi, getta a caso gli occhi sulla tavola, vede la lettera di Flora, esclama:)
Ah! ell'è alla festa! volisi
L'offesa a vendicar.
(Fugge precipitoso)

GERMONT:
Che dici? Ah, ferma!
(Lo insegue)