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I personaggi

MessaggioInviato: 10/12/2011, 12:57
da Tuttiallopera
DON GIOVANNI


Fonte Web



Spettri e maschere
Se il Commendatore è il personaggio attraverso il quale il “dramma giocoso” si carica di valenze tragiche e demoniache (ogni volta che questi è in scena – da vivo o da morto – ci si dimentica completamente dell’impianto buffo dell’opera; secondo Luigi Dallapiccola il Commendatore è addirittura il personaggio più importante, quello su cui poggia l’intera struttura drammaturgica), analogamente Don Giovanni e Donna Anna si fa fatica a catalogarli come maschere da commedia. Il primo vi può scadere solo in qualche dialogo con Leporello, ma di ben altra pasta è la sua personalità (basterebbe soltanto la risposta data al Commendatore all’invito di quest’ultimo, nella cena funebre, a seguirlo: “A torto di viltate tacciato mai sarò” – da qui la simpatia dei romantici per questo personaggio). Analogo discorso si può fare per Donna Anna, il cui orgoglioso sangue spagnolo non cede mai di un millimetro l’odio nutrito per l’assassino di suo padre; anche se c’è chi ha letto in questo atteggiamento – ad esempio il Mila – un possibile, devastante senso di colpa per quello che può essere successo nell’incontro notturno con Don Giovanni nella prima scena, quello che noi non conosciamo (e non conosceremo mai) intenti come eravamo ad ascoltare Leporello lamentarsi della sua condizione di servitore.
Leporello, Masetto, Zerlina sono i personaggi “buffi”, per quanto quest’ultima è caricata di connotazioni tra il malizioso e il civettuolo che spesso ce la fa apparire addirittura ambigua nel suo rapporto con Masetto e Don Giovanni, come nel celeberrimo duetto con quest’ultimo “Là ci darem la mano”. Mozart ha la capacità di caratterizzare magnificamente le sue creature con mezzi esclusivamente musicali, quasi dei commenti ironici e “trasversali” che il compositore affida a certe insistite curve melodiche della voce o a interventi reiterati di strumenti in orchestra: pensiamo, ad esempio, all’aria di Masetto “Ho capito, signorsì” nel primo atto, di come Mozart si diverta con la sua musica a sottolineare la bonaria testardaggine del contadino; oppure ai controcanti dei fiati all’aria di Don Giovanni (travestito da Leporello) nel secondo atto, quando spedisce ai quattro punti cardinali i contadini che stanno con Masetto per restare solo con lui e potergliele dare di santa ragione, divertiti controcanti ad indicare ancora l’ingenua credulità di quest’ultimo.
Più articolata la caratterizzazione di Donna Elvira e Don Ottavio, figure “deboli” in confronto alle loro controparti, rispettivamente Don Giovanni e Donna Anna. Se il sincero amore per Don Giovanni può riscattare Elvira da un certo patetismo che improbabili rancori fanno fatica a dissimulare, è soprattutto il rapporto di Don Ottavio e Donna Anna ad apparire del tutto squilibrato, tanto è schiacciante la personalità di quest’ultima rispetto al fidanzato: egli giura sì vendetta per vendicare il padre di lei ma poi, al momento di prendere una decisione, non sa andare oltre la volontà di denunciare Don Giovanni alle autorità. E, quasi ad indicare quanto flaccido sia il personaggio di Ottavio, Mozart – a differenza di tutti gli altri – non gli affida arie immortali (per quanto unica voce tenorile della compagnia): la stessa aria “Dalla sua pace” fu aggiunta successivamente alla prima praghese, per le rappresentazioni di Vienna, e anche l’altra sua sortita solistica (“Il mio tesoro intanto”) ha un tono affettato e mellifluo, quanto mai lontano dalla fierezza e passionalità di Anna.
Tutti i personaggi, comunque, rivelano la loro personalità sempre alla luce di Don Giovanni, autentico personaggio-fulcro dell’opera, sia quando è in scena sia quando non lo è, compreso il Finale del secondo atto quando, per quanto già “punito”, il dissoluto ci pare ancora protagonista in absentia: anche in quell’ultimo numero dell’opera infatti – forse con la sola eccezione dell’ultimissima pagina in cui davvero, finalmente, ci si sente liberati dall’inquietante presenza del libertino –, è nel rapportarsi indirettamente a lui che Leporello Anna Ottavio Elvira Masetto e Zerlina fanno promesse per il loro futuro. Non sappiamo quanti di quei propositi si siano poi compiuti, tuttavia l’ombra lasciata da Don Giovanni sul resto delle loro vite probabilmente sarà stata indelebile. Così come indelebile – ma questo lo sappiamo per certo – è quella lasciata sulla storia del teatro musicale da quel momento in avanti.